Christian Frédéric Ndounokon (classe '08) ha partecipato in prima persona al viaggio di Benedetto XVI in Camerun. Riportiamo qui un suo racconto del viaggio, molto diverso da quello offerto da alcuni dei grandi media.
“È venuto, ha visto e ha creduto”.- Era la sua prima visita in terra africana e il suo undicesimo viaggio apostolico internazionale al di fuori dell’Italia. La visita del Santo Padre in Camerun si è svolta in continuità con quella effettuata nel 1995 dal suo predecessore, Giovanni Paolo II, per presentare l’Esortazione apostolica Ecclesia in Africa, in conclusione del primo Sinodo per l’Africa del 1994. Questa volta Benedetto XVI ha scelto il Camerun per presentare il documento preparatorio del secondo Sinodo per l’Africa che si terrà in ottobre prossimo. Nel Camerun, situato al centro dell’Africa, si parla francese ed inglese ed è, in un certo senso, un'“Africa in miniatura”.
Benedetto XVI è venuto per toccare con le dita le realtà della Chiesa in Africa nella sua diversità culturale e manifestare sopratutto la sua prossimità e quella della Chiesa ai cristiani e ai popoli di questo continente che gli è molto caro.
Ha visto un popolo fiero di accogliere il suo Pastore. Come lui stesso ha sottolineato durante l’Angelus del 29 marzo, è stato colpito da questa gioia che si leggeva sui volti delle popolazioni venute dai quattro angoli del continente e soprattutto dal loro senso profondo del sacro. Come non meravigliarsi davanti ai tempi forti che hanno caratterizzato questa visita!: l’incontro con i Vescovi; lo scambio cordiale con il mondo musulmano; la visita agli handicappati della fondazione del Cardinale Emile Leger; e tutte le celebrazione liturgiche: i Vespri solenni nella Basilica Marie-Reine-des-Apôtres, la Messa pontificale celebrata allo stadio Amadou Ahidjo e animata da 600 coristi, con la partecipazione di più di 60.000 fedeli tra cui protestanti e musulmani.
Al termine di tutte le celebrazioni ricche di colori, come poteva non credere, il Santo Padre, in una Chiesa vivente in Africa? Come poteva restare indifferente di fronte ai segni che si sono manifestati e che promettevano una visita fruttuosa? Come poteva non estasiarsi davanti alla manifestazione dello spirito Santo riprodotta da questo fenomeno di eclissi di sole mentre scendeva dall’aereo? Come poteva non meravigliarsi davanti al temporale che si è abbattuto sui fedeli durante i Vespri in segno di benedizione dal cielo? E che dire allora delle migliaia di persone che fiancheggiavano le vie al suo passaggio, pregando e cantando le lodi al Signore! Solo la fede potrebbe spiegare il fervore di questo popolo che aspettava dal suo Pastore soltanto una parola di conforto e di speranza.
Benedetto XVI ha creduto in un continente, non quello sconosciuto, non l’Africa contusa dalle guerre, l’AIDS o la fame come presentata dai media, ma una terra di una nuova umanità, un popolo cosciente della sua storia, del suo destino e delle sfide per rialzarsi all’alba del terzo millennio.
